Le emozioni del Floating Piers-“Solo gli ignoranti non cambiano idea” di Giovanni Merlal’

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Solo gli ignoranti non cambiano idea.

Tutti gli altri sono in evoluzione continua. A volte però il pensiero, le passioni e gli stimoli, se non vengono incanalati dalla ragione si trasformano in cavalli imbizzarriti difficili da controllare.

Tempo fa avevo scritto un post su “The Floating Piers”.

Definivo la passerella di Christo una strabiliante operazione di marketing. Per fortuna mi sbagliavo.

E devo ringraziare due amici, molto più lungimiranti di me, che mi hanno aperto gli occhi.

Sveglia alle 3, in moto sotto la luna fino a Sulzano e il viaggio è cominciato.

Mi sentivo come Alice nel paese delle meraviglie.

Sulla superstrada nel buio all’improvviso ti appare il ponte illuminato che intreccia terra e  acqua. Un abbraccio intenso e dolce al tempo stesso.

Poi il centro storico, meraviglioso pied-a-terre sull’acqua. Il prologo al decollo. Un istante e ci sei sopra.

In poche ore è trascorso un anno intero.

L’inverno è la metafora della notte. Silenzio, lago piatto e addormentato.

Il primo bagliore mi annuncia la primavera. Cielo sfumato dalla luce nascente, il buongiorno gradevole sussurrato dal vento che sveglia il ponte con le sue carezze. La vita sboccia. I sussulti leggeri si trasformano in respiri ondeggianti a cullare una coppia di germani reali.

Poi di colpo l’estate. Il sole si accende e tutto cambia. La stoffa da giallo oro diventa arancione. Gioca con l’acqua, danza con la luce del giorno.

L’orizzonte non si perde, per fortuna sono circondato. Le vallate, i monti, il cielo azzurro e il lago blu catturati come per magia dalla creatività di un artista.

San Paolo, Montisola, la sponda del lago.

Non so più cosa guardare, dove guardare. Finalmente si spegne il cervello e si accende il cuore.

Il castello Oldofredi, il Santuario aggrappato della Madonna della Ceriola, le suggestive casette dei pescatori, due cigni incuriositi.

In un attimo il ponte è già pieno.

Una processione composta, silenziosa e incantata. Sono quasi le dieci.

Rientriamo con calma. Ecco l’autunno.

Lo annuso nell’aria, mentre osservo il viavai.

Sfuma inesorabile verso l’inverno, che di nuovo ritorna per donarmi un’altra primavera quando rivedo l’opera dall’alto.

La superstrada scivola via strisciando. Mi giro e stavolta il ponte è pieno. Di sogni, idee, individui, pensieri e stupore.

Cos’è l’arte se non questo? Regalare empatia e gioia.

Quanto aveva ragione Dostoevskij quando diceva: “La bellezza salverà il mondo”.

Christo ha fatto un piccolo-grande miracolo, che non è farci camminare sull’acqua, ma semplicemente costringerci a fermarci un secondo, per guardare la meraviglia che ci circonda e sentirci parte indissolubile di tutto questo splendore.

A volte gli anni ti sembrano giorni, perché il tempo vola via inesorabilmente.

Ma se un giorno ti regala un anno intero significa che finalmente e per fortuna hai incontrato l’arte.

Mea culpa. Meglio tardi che mai.

Articolo di Giovanni Merla

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